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manifesto Idea di conflitto

 

L'idea di conflitto tra NATURA e CULTURA nel MONDO ROMANO: così la pensavano gli autori antichi.

Conferenza spettacolo
Mercoledì 24 Giugno 2009 - ore 21.00
Castello Visconteo Mediceo

Ideato e progettato da Paolo Rausa - storico e latinista.


 
 

COMUNICATO STAMPA

In occasione dell’inaugurazione del Punto Parco Castello di Melegnano, progetto perseguito dall’Assessore ai Rapporti con il Parco Sud del Comune di Melegnano Denis Zanaboni e realizzato in collaborazione con il Punto Parco-Polo Culturale Rocca Brivio, il giorno Mercoledì 24 giugno alle ore 21, nella Sala delle Battaglie del Castello di Melegnano si terrà la conferenza/spettacolo dal titolo
"L’idea di conflitto natura-cultura nel mondo romano: la parola agli antichi"
ideazione e progetto di Paolo Rausa*, storico e latinista
• letture di brani di poeti latini, filosofi e oratori a cura di Misa Ravano, "Compagnia maschere in movimento",
• accompagnamento musicale di Gabriele Prinelli (flauto traverso) e Barbara Colombo (viola da gamba), gruppo "Toccati e in fuga"
• immagini di Ornella Bongiorni.
Attraverso un viaggio a ritroso nel tempo lo spettacolo/conferenza (già presentato in ottobre scorso a Riomaggiore nella sede del Parco Nazionale delle Cinque Terre) pone delle domande e fornisce risposte, dando direttamente la parola agli autori antichi: "Quanto consumiamo e pesiamo sulla Terra? E quanto pesavano e consumavano gli antichi?" La risposta la forniscono direttamente i protagonisti di allora, ovvero i poeti (Virgilio, Orazio, Marziale, Giovenale e Lucrezio), i filosofi (Seneca e Platone), il naturalista Plinio il Vecchio e il grande oratore Cicerone.
Si scopre, sorprendentemente, leggendo brani delle loro opere (Le Georgiche di Virgilio, la Storia Naturale di Plinio, Le Lettere morali a Lucilio di Seneca, i Carmi e le Epistole di Orazio, il Crizia di Platone, gli Epigrammi di Marziale, le Orazioni di Cicerone, le Satire di Giovenale e il trattato poetico Sulla natura di Lucrezio) che l’attività umana aveva già marcato con un notevole impatto la tenuta ambientale del territorio, per il disboscamento di intere montagne e il conseguente dissesto idrogeologico, l’invivibilità delle città per i rumori del traffico, le attività delle officine e la sfrenata attività edilizia. Un’altra attività molto deplorata era quella estrattiva, mentre assume toni di compartecipazione la pena provata contro le vere e proprie stragi di animali, nel corso dei ludi circensi. Insomma la terra era oramai ridotta "a queste quattro ossa", secondo Platone, ed era oltremodo gravata e prostrata ad opera degli uomini per Lucrezio.
Questa sorprendente modernità deve spingere ovviamente – è questo il senso ultimo dello spettacolo - a cambiare gli stili di vita e a limitare l’uso e lo spreco di risorse naturali, prima che sia troppo tardi e si comprometta irreparabilmente il destino comune della Terra che, va ricordato, abbiamo ricevuto in prestito per consegnarla alle future generazioni.

* Docente di letteratura latina e greca, attualmente lavora presso il Corpo Forestale dello Stato. Fondatore e Presidente dell’Associazione per la salvaguardia e la valorizzazione di Viboldone, ha ripubblicato di recente insieme a Legambiente Milano e all’Istituto di Ingegneria Agraria della facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Milano il saggio dal titolo "Beni culturali, Agricoltura e Territorio".